NASA: le prime immagini della cometa ISON

Prime riprese della cometa ISON acquisite dalla sonda spaziale della NASA, Deep Impact. La cometa raggiungerà la minima distanza dalla Terra il prossimo Dicembre.

Immagine cometa

La sonda della Nasa, Deep Impact, progettata per studiare la composizione dell’interno di una cometa, ha acquisito le prime immagini della cometa C/2012 S1, meglio nota con il nome ISON.

Lanciata nel Gennaio 2005, la sonda Deep Impact della NASA ha viaggiato per circa 7,06 miliardi di chilometri nello spazio, impattando sulle comete Tempel 1 e Hartley 2 e favorendo osservazioni scientifiche per altre due comete Garradd e ISON. La missione è gestita dal Jet Propulsion Laboratory, una divisione del California Institute of Technology di Pasadena.

Le immagini del video corrispondono alle riprese di un periodo di 36 ore tra il 17 e il 18 Gennaio scorso, ma gli scienziati già anticipano lo spettacolo che la cometà ci regalerà ad Autunno durante il suo passaggio nel Sistema Solare Interno (lo spazio che va dal Sole alla cintura asteroidale).

Le riprese sono state effettuate per la prima volta da un punto lontanissimo dalla Terra, a più di 763 milioni di chilometri dal Sole, nel Sistema Solare Esterno. Sebbene la cometa sia ancora così lontana, già il 18 Gennaio era visibile la tipica coda, con una lunghezza superiore ai 64.400 chilometri.

Ma come si forma la coda delle comete? Quando una cometa si avvicina al Sistema Solare Interno, il calore del Sole fa sublimare i suoi strati di ghiaccio più esterni. Anche se non facilmente distinguibili, si formano due ‘code’. Le correnti di polvere e gas prodotte formano una grande, ma rarefatta atmosfera attorno al nucleo, chiamata chioma, mentre la forza esercitata sulla chioma dalla pressione di radiazione del Sole, e dal vento solare, conde alla formazione di un enorme coda che punta in direzione opposta al Sole.

Chioma di polvere (bianca) e coda di ioni (azzurra) di una cometa.

Il viaggio di ISON.

Ad Ottobre dello scorso anno ISON si trovava fra l’orbita di Giove e di Saturno, ed ora si sta avvicinando. La cometa arriverà al perielio, il punto di minima distanza dal Sole, il 28 novembre 2013 ponendosi ad una distanza di 0,012 UA dalla superficie solare. Altri calcoli mostrano che la cometa passerà a circa 0,07 UA da Marte il 1º ottobre ed il 26 dicembre passerà a circa 0,4 UA, circa 60 milioni di km, dalla Terra (160 volte la distanza Terra-Luna).

La sua orbita è iperbolica e molto inclinata rispetto al piano dell’eclittica, inoltre si tratta di una cometa di lungo periodo. Tutti elementi che fanno ritenere altamente probabile che la cometa provenga dalla nube di Oort, una gigantesca nube sferica di corpi ghiacciati che circonda il nostro Sistema Solare.

Rappresentazione schematica della struttura del Sistema Solare oltre il quale si trova la  cosiddetta Nube di Oort.

Di tanto in tanto, il moto orbitale di uno di questi corpi formati da ghiaccio, roccia, polvere e residui organici, viene disturbato dal passaggio di una stella o da combinati effetti gravitazionali delle stelle della Via Lattea. Può così accadere,che per effetto di tali perturbazioni la cometa inarchi la sua traiettoria tuffandosi verso il Sistema Solare Interno.

ISON è stata scoperta il 21 settembre 2012, da due astronomi russi attraverso il telescopio da 40 centimetri dell’International Scientific Optical Network, vicino a Kislovodsk.

Studi della NASA, hanno poi tracciato l’orbita della cometa e stabilito che molto probabilmente si tratta del suo primo passaggio nel Sistema Solare Interno. Ciò significa che la superficie della cometa è ‘incontaminata’, ovvero particolarmente ricca di materiali volatili che si sono conservati su di essa per tutto questo tempo. Sarà la prima volta che il Sole riscaldando la sua superficie provocherà il rilascio delle polveri e delle particelle che la costituiscono. Ci aspettiamo di vedere quindi, un’enorme quantità di materiale lungo la sua coda.

La piccola distanza di intersezione tra l’orbita della cometa e quella della Terra rende possibile anche l’esistenza di uno sciame meteorico originato dalla cometa ISON.

Quanto sarà luminosa? Al momento della scoperta ISON aveva una magnitudine apparente di 18,8. Trattandosi del suo primo passaggio al perielio, si potrebbe creare una lunga coda luminosissima facendola diventare circa 100 volte più luminosa di Venere e probabilmente anche più luminosa della Luna.

Con una magnitudine apparente negativa sarebbe facilmente visile anche in pieno giorno ma essendo una cometa radente potrebbe disintegrarsi al momento del passaggio al perielio. Considerando l’estrema imprevedibilità della luminosità delle comete si possono azzardare le seguenti previsioni sulla sua visibilità: dall’Agosto 2013 dovrebbe essere visibile con un piccolo telescopio o un binocolo, da fine Ottobre/inizio Dicembre dovrebbe cominciare ad essere visibile a occhio nudo, rimandendo visibile fino a metà Gennaio 2014.

ISON potrebbe essere paragonabile, in termini di magnitudine, alla cometa McNaught del 2007 o alla Grande Cometa del 1680, la cui orbita è talmente similare da far pensare che le due comete si siano originate dalla frammentazione di una preesistente cometa. Al passaggio al perielio la cometa dovrebbe raggiungere una magnitudine di -13,1.

ISON non sarà una minaccia per la Terra e ciò che è più rilevante è che gli astronomi avranno l’opportunità di vedere il nucleo e la coda della cometa, prima e dopo il suo massimo avvicinamento al Sole (sempre che la cometa non si frantumi prima di raggiungere il Sole). 

Caterina Leo
cleo@class.it
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