Ecologia

BPA vietato in Europa ma ancora nei supermercati: ecco perché le lattine non spariranno prima del 2028

BPA vietato in Europa - Classmeteo.it

Se il Bisfenolo A è vietato dall’Unione Europea, perché le lattine che lo contengono sono ancora nei supermercati italiani?

È una domanda che molti si stanno facendo davanti allo scaffale dei legumi, delle conserve o delle bevande. La risposta non è un errore, né una violazione della legge. È il risultato di come funzionano davvero le transizioni normative europee.

Il BPA – Bisfenolo A – è stato ufficialmente bandito dai materiali a contatto con gli alimenti dal 20 gennaio 2025. Ma questo non significa che tutte le confezioni siano sparite da un giorno all’altro.

Cos’è il Bisfenolo A e perché fa discutere

Il BPA è una sostanza chimica utilizzata da decenni nei rivestimenti interni delle lattine metalliche. Serve a proteggere il contenuto, soprattutto quando si tratta di alimenti acidi o grassi come pomodori, tonno o legumi. Il problema è che può migrare nel cibo.

Negli anni gli studi scientifici lo hanno classificato come interferente endocrino, cioè una sostanza capace di alterare il sistema ormonale. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha abbassato drasticamente la soglia di sicurezza, ritenendo che anche quantità molto basse possano avere effetti sul sistema immunitario.

Da qui la decisione dell’UE: con il Regolamento 2024/3190 il BPA è stato vietato in imballaggi, utensili e materiali a contatto con gli alimenti.

Allora perché è ancora in vendita?

Perché il divieto non è retroattivo. Le aziende hanno avuto – e hanno ancora – periodi di transizione per adeguarsi.

Per molte bevande in lattina, come energy drink e soft drink, il termine per immettere sul mercato prodotti senza BPA è fissato al 20 luglio 2026. Per le conserve alimentari la scadenza è ancora più lontana: 20 gennaio 2028. Questo perché sostituire i rivestimenti interni richiede test di sicurezza lunghi e complessi.

In più, i prodotti già fabbricati possono essere venduti fino a esaurimento scorte. Tradotto: potremmo trovare lattine prodotte prima del divieto anche nel 2026 o addirittura nel 2029 per alcune categorie.

Non è un vuoto normativo. È una scelta dell’UE per evitare blocchi improvvisi nella produzione e nella distribuzione.

Cosa significa per chi fa la spesa

Non tutte le lattine in commercio contengono BPA. Molti produttori hanno già adottato alternative e lo indicano con la dicitura “BPA free”. Vale la pena controllare l’etichetta.

Il rischio maggiore è legato all’esposizione prolungata e cumulativa. Ridurre il consumo abituale di alimenti in lattina, preferire il vetro quando possibile e non conservare gli avanzi nella lattina originale sono piccoli gesti che aiutano a limitare l’esposizione.

E le alternative sono davvero sicure?

Qui il tema si complica. Alcune aziende hanno sostituito il BPA con molecole simili, come il Bisfenolo S. Studi recenti suggeriscono che anche queste sostanze potrebbero avere effetti simili. L’Agenzia europea per le sostanze chimiche sta valutando restrizioni più ampie su tutta la famiglia dei bisfenoli.

Il divieto del BPA è quindi un passaggio importante, ma non chiude il capitolo. È l’inizio di una regolamentazione più ampia sugli interferenti endocrini negli imballaggi alimentari.

Nel frattempo, vedere ancora quelle lattine sugli scaffali non significa che la norma non esista. Significa che la transizione è in corso. E durerà ancora qualche anno.

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