La gestione responsabile dei medicinali è fondamentale per ridurre l’inquinamento e tutelare salute pubblica ed ecosistemi
Il corretto smaltimento dei farmaci rappresenta oggi una sfida cruciale non solo per la tutela della salute umana, ma anche per la salvaguardia dell’ambiente e degli ecosistemi. Il tema, da tempo al centro dell’attenzione di esperti e istituzioni, ha visto negli ultimi anni un incremento degli sforzi divulgativi e normativi, con particolare riguardo alla lotta contro l’antibiotico resistenza e alla prevenzione dell’inquinamento ambientale causato da farmaci dispersi impropriamente. Le iniziative più recenti, come gli accordi tra enti pubblici e associazioni di categoria, testimoniano un impegno condiviso per una gestione più responsabile e sostenibile dei medicinali.
Circa il 4-5% dell’impatto ambientale globale è attribuibile al settore sanitario, con un’incidenza significativa dovuta all’over treatment, ovvero l’abuso e la prescrizione eccessiva di farmaci. Questo fenomeno è alimentato da dinamiche di consumismo sanitario e dalla facilità di accesso a medicinali, che si riflette negativamente sull’ambiente. È ormai accertato che il ciclo di vita dei farmaci – dalla ricerca e sviluppo, alla produzione, fino al consumo – può lasciare tracce chimiche nell’ecosistema, specialmente nelle acque e nel suolo.
Il dottor Francesco Bortoluzzi, segretario nazionale dell’Associazione Italiana Gastroenterologi e Endoscopisti Digestivi Ospedalieri (Aigo) e dirigente medico della Azienda Ulss 3 Serenissima di Mestre-Venezia, sottolinea che l’impatto ambientale di farmaci spesso è sottostimato e necessita di approfondimenti scientifici più rigorosi. Tra gli effetti più evidenti vi sono quelli sulla fauna marina: ad esempio, l’assorbimento di estrogeni da parte di pesci come il pesce palla ha provocato fenomeni di femminilizzazione in alcune popolazioni ittiche. Studi condotti in India, il paese più popoloso al mondo dal 2023, hanno inoltre evidenziato come farmaci antinfiammatori dispersi nell’ambiente abbiano causato morie di avvoltoi per insufficienza renale, un segnale allarmante degli effetti tossici per la fauna selvatica.
La diffusione della resistenza agli antibiotici, fenomeno amplificato dall’uso improprio e dallo smaltimento errato di medicinali, rappresenta un’emergenza sanitaria globale. I residui di antibiotici, presenti negli allevamenti o introdotti nell’ambiente attraverso i rifiuti domestici, vengono assorbiti da batteri che sviluppano resistenza, rendendo inefficaci i trattamenti antibiotici per l’uomo.
Strategie di smaltimento e campagne di sensibilizzazione
Il corretto smaltimento passa per una serie di azioni coordinate: dalla progettazione e produzione di farmaci con minore impatto ambientale, alla promozione di prescrizioni più appropriate, fino alla raccolta differenziata di medicinali scaduti o inutilizzati. Farmaci come sciroppi, pastiglie, pomate, flaconi e disinfettanti devono essere conferiti negli appositi cassonetti presenti presso le farmacie, mentre confezioni di carta e blister vanno smaltiti separatamente nei contenitori dedicati alla carta e alla plastica.

Il corretto smaltimento dei farmaci – (classmeteo.it)
Negli ultimi anni, diverse campagne sono state avviate per educare i cittadini al corretto smaltimento. La campagna “Non mi scadere sui farmaci”, promossa da Assosalute e Federfarma, ha evidenziato come molti italiani ignorino le modalità corrette di conferimento, con conseguenze negative sulla salute e sull’ambiente. Un esempio virtuoso è rappresentato dal progetto “Recupera e Respira”, avviato nel Friuli-Venezia Giulia, che ha permesso di raccogliere il 25% degli inalatori usati in un anno, garantendo uno smaltimento sostenibile e la prevenzione dell’inquinamento atmosferico.
Un accordo recente, sottoscritto tra AMA Roma e Federfarma Roma, prevede la sostituzione di contenitori obsoleti per la raccolta dei farmaci e la realizzazione di campagne informative e social per sensibilizzare la cittadinanza sull’importanza di un corretto conferimento.
Nonostante l’esistenza di normative e punti di raccolta, la consapevolezza diffusa rimane insufficiente. Secondo una ricerca IPSOS presentata da Assosalute, circa il 70% degli italiani non sa come utilizzare correttamente i contenitori per i farmaci scaduti, e molti ancora li gettano in modo pericoloso.








