Mobilità

Auto volanti eVTOL: taxi del cielo o promessa ancora tutta da verificare

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Auto volante eVTOL - Classmeteo.it

L’auto volante non è più solo un’immagine da film di fantascienza.

I prototipi eVTOL, velivoli elettrici a decollo e atterraggio verticale, stanno iniziando a volare davvero, con test pubblici e dimostrazioni ufficiali. L’idea è semplice da spiegare: spostare una parte del traffico dalla strada al cielo, soprattutto nelle aree urbane.

Un eVTOL decolla e atterra in verticale, come un elicottero, ma è alimentato da batterie elettriche ricaricabili e progettato per essere più silenzioso e meno impattante dal punto di vista ambientale. Niente carburante tradizionale, meno rumore, zero emissioni dirette durante il volo. Almeno sulla carta.

Cos’è davvero un eVTOL

La sigla significa Electric Vertical Takeoff and Landing. Esteticamente ricorda un drone gigante o un piccolo elicottero con più rotori. L’obiettivo principale è la mobilità aerea urbana, quella che molti chiamano già aerotaxi.

L’idea è alleggerire il traffico delle grandi città, collegando rapidamente aeroporti, centri direzionali e periferie. In teoria si potrebbe prenotare un volo breve come oggi si prenota un’auto con conducente. In pratica, però, il sistema richiede infrastrutture dedicate, corridoi aerei regolamentati e una gestione rigorosa della sicurezza.

I test nel Regno Unito e la vetrina internazionale

Non si parla solo di concept. La scorsa estate il prototipo VX4 di Vertical Aerospace ha compiuto il primo volo pilotato tra due aeroporti nel Regno Unito, coprendo una tratta di 27 chilometri a circa 185 km/h, con un’altitudine intorno ai 550 metri.

Il velivolo è atterrato alla Royal International Air Tattoo, una delle più grandi esposizioni aerospaziali militari al mondo. Era l’unico velivolo completamente elettrico presente. Un segnale che il settore non guarda solo alla mobilità civile ma anche a possibili applicazioni in ambito speciale e difensivo.

Ambiente, rumore e limiti reali

I vantaggi dichiarati sono chiari: assenza di emissioni dirette e riduzione dell’inquinamento acustico rispetto agli elicotteri tradizionali. Per chi vive in città congestionate questo è un punto centrale.

Resta però il tema dell’autonomia delle batterie, dei tempi di ricarica e della produzione energetica necessaria per alimentare una flotta diffusa. Se l’energia non è prodotta da fonti pulite, il beneficio ambientale si ridimensiona.

Quanto è vicino questo futuro

Alcuni prototipi sono già in fase avanzata di test, ma parlare di diffusione di massa è prematuro. Servono certificazioni, regolamenti condivisi e soprattutto accettazione sociale. Non tutti sono pronti a vedere velivoli elettrici sopra i tetti delle città.

Per le famiglie e per chi vive nelle grandi aree urbane la domanda è semplice: sarà davvero un servizio accessibile o resterà un mezzo per pochi? Il concetto è affascinante, e i primi voli dimostrano che non è solo teoria. Ma tra il test controllato e il traffico aereo urbano quotidiano c’è ancora uno spazio che deve essere riempito di regole, infrastrutture e fiducia.

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