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Pericolo massimo, mai mangiare questi cibi dopo la data di scadenza: gravi rischi per la salute

Recenti approfondimenti e le indicazioni
Cosa significa realmente la data di scadenza? (www.classmeteo.it)

La sicurezza alimentare rimane un tema cruciale per la salute, soprattutto quando si tratta di valutare il consumo di alimenti scaduti.

Recenti approfondimenti e le indicazioni di esperti internazionali, tra cui il microbiologo alimentare Donald W. Schaffner, evidenziano come la gestione delle date di scadenza debba essere guidata da una conoscenza approfondita e da criteri scientifici, per evitare rischi significativi per la salute.

Secondo il professor Donald W. Schaffner, docente di Food Science presso la Rutgers University e uno dei massimi esperti mondiali in microbiologia alimentare, la data di scadenza indicata sulle confezioni si riferisce principalmente alla qualità del prodotto e non necessariamente alla sua sicurezza al consumo. Schaffner spiega che “la refrigerazione serve a interrompere la crescita dei funghi, ma non elimina il rischio di deterioramento microbico”. Pertanto, l’aspetto, l’odore e il gusto degli alimenti possono cambiare nel tempo, influenzando la percezione di freschezza e sicurezza.

Le ricerche condotte da Schaffner, autore di oltre 190 pubblicazioni scientifiche e consulente per organismi internazionali come l’OMS e la FAO, sottolineano come la vita utile di alcuni alimenti possa essere più breve rispetto a quanto indicato, rendendo il consumo oltre la data di scadenza un potenziale rischio.

Alimenti da evitare tassativamente dopo la scadenza

Tra gli alimenti più a rischio vi sono le formule per lattanti, considerate fonti uniche di nutrizione per neonati. Schaffner avverte che utilizzare formule scadute può causare carenze nutrizionali gravi, per cui è fondamentale smaltire immediatamente queste confezioni oltre la data.

Gli uova, sia crude che cotte, hanno una durata limitata – generalmente tre-cinque settimane dalla deposizione – e sono particolarmente vulnerabili alla contaminazione da salmonella. Se non si è certi della loro freschezza, è consigliabile effettuare test specifici per verificarne la qualità.

Anche i latticini freschi, come latte, panna e chantilly, sono un ambiente favorevole alla proliferazione batterica a causa del loro elevato contenuto proteico. La nutrizionista Katherine Zeratsky evidenzia che odori acidi, cambiamenti di colore o consistenza sono segnali inequivocabili di deterioramento. Lo stesso vale per tutti i tipi di formaggio: sebbene alcuni formaggi stagionati tollerino un consumo post-scadenza, quelli freschi devono essere consumati entro la data indicata, mentre il formaggio grattugiato, una volta aperto, può sviluppare muffe in pochi giorni.

L’esperta nutrizionista italiana Chiara Circosta, del centro Humanitas Medical Care di Milano, chiarisce che non tutti gli alimenti

Linee guida aggiornate sul consumo post-scadenza(www.classmeteo.it)

L’esperta nutrizionista italiana Chiara Circosta, del centro Humanitas Medical Care di Milano, chiarisce che non tutti gli alimenti scaduti sono da buttare immediatamente. La distinzione principale si basa sulle diciture in etichetta: “consumare entro” indica una scadenza rigida, mentre “consumare preferibilmente entro” suggerisce che l’alimento può essere consumato anche oltre tale data, a patto che sia stato conservato correttamente e la confezione sia integra.

Circosta fornisce indicazioni pratiche per i consumatori:

  • Conserve di pomodoro e sottaceto possono essere consumate fino a due mesi oltre la scadenza senza rischi, se correttamente conservate.
  • I formaggi stagionati e a pasta dura possono essere consumati dopo aver rimosso eventuali muffe superficiali.
  • Il latte fresco deve essere consumato entro il sesto giorno dal trattamento termico, mentre lo yogurt mantiene le sue proprietà fino a una settimana dopo la scadenza.
  • Alcuni alimenti secchi, come pasta e riso, possono essere consumati anche mesi dopo la data indicata.
  • Il pesce e i piatti surgelati sono sicuri fino a due mesi dopo la scadenza se conservati a temperature corrette.
  • La carne macinata e il pollame devono essere consumati entro uno o due giorni dalla scadenza.
  • Le uova crude o alla coque sono da consumare entro tre giorni dopo la scadenza.

Strategie per garantire la sicurezza alimentare domestica

Per prevenire intossicazioni e contaminazioni, è fondamentale monitorare le condizioni di conservazione degli alimenti. Schaffner consiglia l’uso di un termometro per frigoriferi, in modo da verificare che la temperatura interna rimanga costante e nei limiti di sicurezza, ossia tra 0°C e 4°C per i cibi freschi.

Inoltre, la conservazione deve essere sempre coerente con le indicazioni riportate sulle confezioni, soprattutto dopo l’apertura degli alimenti, quando il rischio di contaminazioni esterne aumenta notevolmente.

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