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Presto un aumento vertiginoso della temperatura terrestre: gli scienziati dipingono uno scenario apocalittico

Riscaldamento globale, allarme
Allarme riscaldamento globale - (classmeteo.it)

Il rapporto ESABCC evidenzia rischi crescenti per sicurezza, economia e salute in Europa, chiedendo investimenti urgenti

L’Europa si trova ad affrontare una sfida climatica senza precedenti, con un riscaldamento previsto che potrebbe raggiungere i 3°C entro la fine del secolo. È questo l’allarme lanciato dal Comitato scientifico consultivo europeo sul cambiamento climatico (ESABCC), un organismo indipendente istituito dalla legge europea sul clima 2021 per fornire consulenza scientifica alle istituzioni dell’UE.

In un recente rapporto intitolato Rafforzare la resilienza al cambiamento climatico, il Comitato sottolinea l’urgenza di intensificare gli investimenti e le politiche di adattamento di fronte a rischi climatici sempre più gravi e sistemici, che minacciano la sicurezza, l’economia e il benessere dei cittadini europei.

Europa: il continente che si riscalda più velocemente

Secondo il rapporto, l’Europa si sta riscaldando circa due volte più velocemente della media globale. Negli ultimi cinque anni, le temperature medie annuali nel continente sono state di circa 2,4 °C superiori ai livelli preindustriali, un dato estremamente preoccupante rispetto al limite di 1,5 °C fissato dall’Accordo di Parigi. L’aumento delle temperature ha già causato effetti devastanti: ondate di calore estremo, alluvioni, incendi boschivi e siccità hanno provocato decine di migliaia di morti premature e danni economici stimati in quasi 45 miliardi di euro all’anno nel periodo 2020-2024, cinque volte superiori rispetto agli anni Ottanta.

Il presidente dell’ESABCC, Ottmar Edenhofer, economista di fama internazionale e professore alla Technische Universität di Berlino, evidenzia come il caldo estremo abbia causato circa 24.000 morti durante l’estate del 2025, con oltre due terzi attribuibili direttamente al cambiamento climatico. Edenhofer, che guida il Comitato dal maggio 2022, è noto a livello globale per il suo contributo alla politica climatica, avendo ricoperto ruoli di rilievo nel gruppo di lavoro III dell’IPCC e come direttore dell’Istituto di Potsdam per la ricerca sugli impatti climatici.

Nel documento, il Comitato avverte che gli sforzi attuali dell’UE non sono sufficienti per gestire i rischi futuri. Le attuali politiche climatiche nazionali, anche se pienamente attuate, non garantirebbero di limitare il riscaldamento globale sotto i 2,3-2,5 °C entro il 2100, e si prevede uno scenario compreso tra 2,8 e 3,3 °C. Per questo, il Comitato raccomanda un approccio coordinato e inclusivo tra tutti gli Stati membri per prepararsi a questo peggioramento climatico.

Preoccupazione riscaldamento globale

Grande preoccupazione per l’innalzamento delle temperature – (classmeteo.it)

Tra le misure suggerite vi sono la salvaguardia delle aree a rischio alluvione, il sostegno agli agricoltori colpiti dalla siccità e la progettazione di spazi urbani capaci di ridurre l’esposizione al caldo estremo. Si tratta di politiche che devono integrare la pianificazione territoriale, i programmi di finanziamento e gli investimenti pubblici e privati, per garantire una resilienza climatica efficace e sostenibile.

Il Comitato scientifico consultivo individua cinque priorità strategiche per il rafforzamento del quadro normativo europeo:

  • Obbligatorietà e armonizzazione delle valutazioni del rischio climatico in tutte le politiche europee e nazionali, con utilizzo di scenari climatici standardizzati.
  • Adozione di un quadro comune di riferimento per la pianificazione dell’adattamento, basato su uno scenario di riscaldamento globale di 2,8-3,3 °C entro il 2100, con stress test climatici più severi.
  • Definizione di una visione chiara per un’Europa resiliente al clima entro il 2050, sostenuta da obiettivi settoriali e indicatori misurabili.
  • Integrazione della resilienza climatica in tutte le politiche, programmi e investimenti dell’UE, con sistemi di monitoraggio e valutazione continui.
  • Mobilitazione coordinata di investimenti pubblici e privati e sviluppo di un approccio coerente per gestire i costi crescenti degli impatti climatici, utilizzando il bilancio UE e meccanismi di governance economica.

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