Caffè al mattino: pro e contro della tazzina bevuta appena svegli. Ecco tutto quel che avviene nel corpo, come affermano gli esperti.
Il rito del caffè al mattino appena svegli rappresenta una consuetudine radicata non solo in Italia ma anche in molte altre culture nel mondo. Che sia un espresso al bar, un caffè in capsula a casa o un americano preparato con sistemi di percolazione, questa bevanda è spesso associata all’idea di una sferzata di energia e concentrazione per affrontare la giornata. Tuttavia, quali sono i reali benefici e i possibili rischi di assumere il caffè subito dopo il risveglio?Ecco cosa affermano i nutrizionisti e specialisti in Scienza dell’Alimentazione.
I benefici del caffè al mattino secondo la scienza
Il caffè è generalmente considerato benefico, spiegano gli esperti. La sua efficacia deriva principalmente dalla caffeina, un alcaloide che stimola il sistema nervoso centrale migliorando la concentrazione, le funzioni cognitive e la percezione di energia. Questo effetto si traduce anche in un potenziamento delle prestazioni sportive e mentali. Studi recenti hanno confermato anche le proprietà antiossidanti del caffè, che contribuiscono a contrastare i danni cellulari provocati dai radicali liberi.
Tuttavia, i nutrizionisti sottolineano che non tutti possono godere indistintamente di questi effetti positivi. In particolare, chi soffre di disturbi legati all’apparato gastrointestinale dovrebbe evitare di consumare caffè a stomaco vuoto, poiché la bevanda può accentuare sintomi quali acidità, reflusso e bruciore. In questi casi, è preferibile rimandare la tazzina o modificarne la modalità di assunzione, ad esempio aggiungendo latte o scegliendo varietà meno concentrate.

Vantaggi e svantaggi di bere il caffè appena svegli – classmeteo.it
Il consumo di caffè, come ogni altro stimolante, deve essere dosato con attenzione. Le linee guida internazionali raccomandano un limite massimo giornaliero di circa 400 mg di caffeina, equivalenti a tre-cinque tazzine di espresso, soglia da adattare in base alla sensibilità individuale. Flachi evidenzia che, contrariamente a quanto si possa pensare, l’espresso contiene una quantità di caffeina inferiore rispetto a un caffè americano, riducendo così il rischio di un’assunzione eccessiva.
Superare questa quantità può provocare effetti collaterali quali insonnia, cefalea e tachicardia, con un impatto negativo sulla qualità della vita. Inoltre, il caffè può interferire con l’assorbimento di minerali fondamentali come calcio e ferro: per chi presenta carenze o assume integratori, è consigliabile evitare la concomitanza tra caffè e pasti o supplementi. Un altro aspetto da considerare riguarda le persone particolarmente sensibili alla caffeina, che possono sperimentare aumento dell’ansia o disturbi del sonno anche se consumano la bevanda solo al mattino.
Effetti collaterali e consigli pratici
Oltre agli effetti sul sistema nervoso e sul metabolismo, il caffè ha un impatto anche sulla salute orale e intestinale. I medici ricordanoche il caffè macchia i denti, pertanto è opportuno lavarsi i denti subito dopo il consumo per prevenire l’ingiallimento dello smalto. Per quanto riguarda l’intestino, la bevanda può avere un effetto stimolante sulla motilità intestinale, favorendo in alcuni casi la regolarità e contrastando la stitichezza, ma questa risposta può variare notevolmente da persona a persona.
Infine, il consumo di caffè è generalmente sicuro per chi non presenta condizioni patologiche particolari, non è sicuro in gravidanza o allattamento e non assume farmaci che possano interagire negativamente con la caffeina. Per tutti gli altri, un consumo moderato e consapevole rappresenta la chiave per godere dei vantaggi del caffè senza incorrere in effetti indesiderati.








