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Come l’attore di Dawson’s Creek: fai attenzione a questi comunissimi segnali

Visita medica
Attento a questi segnali: quando andare dal medico - Classmeteo.it

Fai attenzione a questi comunissimi segnali, potrebbero essere dei campanelli d’allarme: tutto quello che c’è da sapere.

Il tumore del colon-retto è una delle forme di cancro più diffuse nei Paesi occidentali, una malattia che spesso avanza in silenzio e che, proprio per questo, richiede un’attenzione particolare ai segnali che il corpo può inviare.

Secondo i dati riportati da AIRC, si tratta del secondo tumore maligno più frequente nelle donne dopo quello della mammella e del terzo negli uomini dopo polmone e prostata. Colpisce soprattutto dopo i 50 anni, ma la sua incidenza crescente e la natura subdola dei sintomi rendono fondamentale riconoscere anche i segnali più comuni e apparentemente innocui.

Tumore colon-retto: a cosa fare attenzione

Il tumore del colon si sviluppa a partire dalla proliferazione incontrollata delle cellule della mucosa intestinale. Quando interessa l’ultimo tratto dell’intestino prende il nome di tumore del retto. In molti casi, i primi sintomi possono essere confusi con disturbi gastrointestinali passeggeri, motivo per cui non sempre vengono presi sul serio. Tra i segnali più frequenti figurano la perdita di peso non spiegata, alterazioni dell’alvo come diarrea o costipazione che persistono per settimane, la sensazione di svuotamento incompleto dopo l’evacuazione e dolori localizzati all’addome o all’ano. Sono disturbi comuni, spesso attribuiti allo stress o alla dieta, ma che, se persistenti, meritano un approfondimento medico.

Accanto ai sintomi più diffusi, esistono segnali meno frequenti ma altrettanto significativi. La presenza di sangue nelle feci, sia rosso vivo sia più scuro, è uno di questi. Un altro è la stanchezza cronica, che può derivare da un’anemia causata da sanguinamenti interni. In alcuni casi, il tumore può provocare un’ostruzione intestinale, manifestata da nausea, vomito, costipazione severa e una persistente sensazione di pienezza. Sono sintomi che non vanno ignorati, soprattutto se si protraggono per diverse settimane.

I fattori di rischio sono molteplici e comprendono sia elementi genetici sia abitudini di vita. L’alimentazione gioca un ruolo importante: una dieta ricca di grassi e proteine animali e povera di fibre è associata a un aumento del rischio. Anche la sedentarietà e l’obesità contribuiscono a creare un terreno favorevole allo sviluppo della malattia. Sul fronte genetico, la familiarità pesa in modo significativo: se in famiglia si sono verificati casi di tumore del colon-retto, la probabilità di trasmettere una predisposizione può arrivare al 50%. Esistono poi fattori non ereditari, come il fumo, le malattie infiammatorie croniche intestinali e una storia clinica di polipi o tumori pregressi.

Tumore colon

Tumore colon-retto. attenzione a questo segnale – Classmeteo.it

La prevenzione resta l’arma più efficace. In Italia, le persone tra i 50 e i 69 anni possono accedere gratuitamente ai programmi di screening per la diagnosi precoce. Il tumore del colon-retto, infatti, si sviluppa quasi sempre a partire da polipi adenomatosi, formazioni benigne che impiegano dai 7 ai 15 anni per trasformarsi in tumori maligni. Una finestra temporale ampia che permette di intervenire prima che la malattia si manifesti.

Gli esami di screening si basano principalmente sulla ricerca del sangue occulto nelle feci, un test semplice e non invasivo che rileva tracce microscopiche di sangue. In caso di positività, si procede con una colonscopia, che consente di individuare e rimuovere eventuali polipi. Alcuni programmi utilizzano anche la rettosigmoidoscopia, un esame meno invasivo che esplora l’ultimo tratto dell’intestino. La colonscopia virtuale, pur essendo una tecnica avanzata, non è ancora inclusa nei programmi di screening di routine. Riconoscere i segnali, conoscere i fattori di rischio e aderire ai programmi di prevenzione può fare la differenza. Perché, come spesso accade nelle malattie silenziose, la diagnosi precoce resta la chiave per aumentare le possibilità di cura.

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