Salute

Continua a mangiare quello che vuoi, basta solo una piccola modifica: così eviti infarti e ictus

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Continua a mangiare quello che vuoi, basta solo una piccola modifica: così eviti infarti e ictus - classmeteo.it

Due studi rivelano che diminuire il sodio nei prodotti da forno può ridurre ictus e infarti senza cambiare la dieta

Un piccolo cambiamento alimentare applicato in modo invisibile su larga scala potrebbe salvare decine di migliaia di vite. Secondo due nuovi studi pubblicati su Hypertension, la rivista dell’American Heart Association, abbassare la quantità di sale nei prodotti industriali più consumati, come pane e piatti pronti, può ridurre in modo significativo il rischio di malattie cardiovascolari nella popolazione. Il merito è tutto di una riformulazione che non chiede sforzi ai consumatori: il pane, ad esempio, resta identico al palato ma con meno sodio.

In Francia meno sale nel pane e 1.186 morti in meno ogni anno

Il primo studio arriva dalla Francia e si basa su una simulazione concreta: cosa succederebbe se il contenuto di sale nelle baguette e nel pane comune fosse davvero ridotto del 30%, come previsto dal piano sanitario francese? I ricercatori hanno usato dati su consumi alimentari, pressione arteriosa e ricoveri per stimare l’impatto del cambiamento, scoprendo che anche una riduzione di 0,35 grammi di sale al giorno per persona può portare benefici rilevanti a livello nazionale. Si parla di 1.186 decessi evitati ogni anno, un calo dei ricoveri per infarti e ictus ischemici ed emorragici, tutto grazie a una modifica nella ricetta di un alimento base che “la popolazione nemmeno nota”.

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In Francia meno sale nel pane e 1.186 morti in meno ogni anno – classmeteo.it

A sottolinearlo è la dottoressa Clémence Grave, epidemiologa e autrice dello studio, che spiega come questa strategia non imponga una dieta diversa, ma trasformi l’ambiente alimentare stesso in qualcosa di più sano. Non si tratta solo di togliere il sale: si agisce sul sodio nascosto, presente in prodotti trasformati come snack, cibi da asporto, piatti pronti e pane da supermercato. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, bisognerebbe restare sotto i 2.000 mg di sodio al giorno, ma in quasi tutti i Paesi industrializzati questa soglia viene superata. Agire sui prodotti più consumati significa colpire il problema alla radice, senza bisogno di convincere le persone a cambiare volontariamente ciò che mangiano.

Il Regno Unito punta alla riformulazione e calcola 100mila infarti in meno

Lo studio condotto nel Regno Unito conferma la stessa logica: una riduzione del contenuto di sale nei cibi preparati — pane, formaggi, pizze, hamburger e piatti pronti — potrebbe portare in vent’anni a oltre 100.000 casi in meno di cardiopatia ischemica e 25.000 ictus evitati. L’obiettivo fissato per il 2024 era quello di abbassare il consumo medio da 6,1 a 4,9 grammi al giorno, e anche se può sembrare poco, secondo la dottoressa Lauren Bandy dell’Università di Oxford, si tratta di una riduzione “significativa e potenzialmente salvavita”.

Gli studiosi spiegano che il sodio assunto senza consapevolezza, attraverso alimenti comuni, è il vero nemico. Il corpo lo accumula e nel tempo provoca ipertensione, danneggia i vasi sanguigni, affatica il cuore e aumenta il rischio di infarto e insufficienza renale. Il vantaggio del metodo? Le persone non devono fare nulla. Il gusto resta identico, le abitudini pure, ma la salute collettiva migliora.

Queste evidenze rafforzano l’idea che la vera rivoluzione nella prevenzione cardiovascolare non debba passare per la volontà dei singoli, ma per l’intervento sui prodotti industriali. Un gesto invisibile che, se adottato a livello europeo, potrebbe salvare migliaia di vite ogni anno.

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