Salute

Formaggio e pressione sanguigna: cosa succede davvero al tuo corpo dopo averlo mangiato

formaggi e pressione sanguigna: qual è il rapporto?
Gli effetti del consumo di formaggi sulla pressioen del sangue - classmeteo.it

Il consumo di formaggio può influire sulla pressione arteriosa? Ecco cosa emerge esattamente dagli studi più recenti.

Il formaggio è un alimento diffusissimo nelle diete di tutto il mondo e vanta un ricco patrimonio nutrizionale, ma qual è il suo vero impatto sulla pressione sanguigna? Secondo le più recenti analisi di cardiologi e nutrizionisti di fama internazionale, il consumo di formaggi può avere effetti differenti sulla salute cardiovascolare, a seconda del tipo di formaggio e della quantità ingerita. Scopriamo tutti i dettagli in merito.

L’influenza del formaggio sulla pressione arteriosa: un bilancio equilibrato

L’attenzione degli esperti si concentra su componenti chiave presenti nel formaggio come il calcio, il potassio e i peptidi bioattivi, particolarmente abbondanti nei latticini fermentati. La nutrizionista canadese Abbey Sharp sottolinea come questi elementi possano apportare benefici, ma evidenzia anche come non tutti i formaggi siano uguali nel loro effetto sulla pressione arteriosa.

La dottoressa Joy M. Gelbman, cardiologa presso il Weill Cornell Medical College di New York, conferma che studi clinici controllati mostrano un impatto minimo o nullo del consumo quotidiano di formaggio cheddar sulla pressione arteriosa in un periodo di sei settimane, rispetto a una dieta priva di latticini. Tuttavia, avverte che questa generalizzazione non vale per i formaggi altamente processati, i quali sono spesso ricchi di sodio e possono contribuire a un aumento della pressione sanguigna sia a breve sia a lungo termine.

Consumo di formaggi e pressione del sangue

L’influenza dei formaggi sulla pressione sanguigna – classmeteo.it

Il dottor Randy Gould, medico e ricercatore, spiega il meccanismo alla base dell’aumento pressorio indotto dal sodio: “Un elevato apporto di sodio fa sì che il corpo trattenga più acqua per diluire il sale nei vasi sanguigni, incrementando così il volume sanguigno e la pressione arteriosa”.

Dal punto di vista gastroenterologico, la dottoressa Ekta Gupta rimarca come alcuni formaggi, specialmente quelli altamente processati e ricchi di sale, possano alterare la microbiota intestinale e favorire infiammazioni sistemiche. Questi prodotti, tra cui il formaggio americano o fuso, sono comunemente associati a un elevato contenuto di grassi saturi, sodio e additivi come gli emulsificanti, che possono compromettere l’equilibrio della flora intestinale.

L’esperta suggerisce quindi di adottare una moderazione nel consumo di formaggi, preferendo varianti meno lavorate e con minore contenuto di sale, per evitare effetti negativi su rene, peso corporeo e infiammazione generale.

Nuove conferme sull’importanza di uno stile di vita equilibrato

Le evidenze attuali ribadiscono che un consumo moderato di formaggi può far parte di una dieta equilibrata senza effetti dannosi significativi sulla pressione arteriosa, soprattutto se si scelgono prodotti meno lavorati e a basso contenuto di sodio. La stessa dottoressa Gelbman, con una vasta esperienza in cardiologia e salute cardiovascolare femminile, sottolinea l’importanza di valutare il quadro complessivo dello stile di vita e dell’alimentazione, piuttosto che demonizzare singoli alimenti.

Inoltre, la gestione della pressione arteriosa deve sempre includere il controllo del consumo di sodio complessivo, l’attività fisica regolare e il mantenimento di un peso corporeo sano. Questi aggiornamenti, supportati da studi clinici e dal parere di specialisti come la dottoressa Joy M. Gelbman e la nutrizionista Abbey Sharp, offrono una visione più sfumata e scientificamente fondata sull’impatto del formaggio sulla pressione sanguigna e sulla salute in generale. È sempre bene comunque consultare il proprio medico di base per un approccio personalizzato sulle proprie condizioni.

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