Il picco è alle spalle ma i sintomi resistono: ecco cosa sapere su cure, farmaci e complicanze dell’influenza K.
L’ondata dell’influenza K che ha colpito milioni di persone in Italia tra fine dicembre 2025 e gennaio 2026 non si è ancora del tutto esaurita. Il picco dei contagi sembra essere stato superato, ma la “coda” dell’epidemia — come la definiscono i virologi — potrebbe protrarsi fino a fine febbraio. Secondo le stime iniziali, i casi potrebbero superare quota 14 milioni, e nonostante la diffusione sembri rallentare, migliaia di persone ogni giorno lamentano febbre alta, tosse persistente e dolori muscolari.
Tra umidità, sbalzi termici e ambienti chiusi, il virus continua a circolare soprattutto nei luoghi di lavoro e nelle scuole. A preoccupare non è tanto la letalità del virus, quanto la sua resistenza nei soggetti più deboli e la durata dei sintomi anche nei giovani adulti. Alcuni esperti, tra cui il virologo Fabrizio Pregliasco, sottolineano come l’influenza di quest’anno stia mostrando una particolare aggressività respiratoria, con tosse secca prolungata e febbre che fatica a scendere.
I farmaci antivirali: efficacia, tempi e disponibilità
Quando ci si ammala, spesso si cercano soluzioni rapide e sicure per ridurre i sintomi. Esistono effettivamente farmaci specifici per l’influenza, ma non sono quelli da banco che si trovano comunemente nelle farmacie. Oseltamivir e Zanamivir sono gli antivirali più indicati per trattare le forme influenzali gravi, e secondo Pregliasco “sono molto efficaci, ma devono essere somministrati all’inizio dei sintomi”.

I farmaci antivirali: efficacia, tempi e disponibilità – classmeteo.it
Questi farmaci fanno parte della cosiddetta fascia C, quindi non sono mutuabili e servono prescrizione medica. Il trattamento consiste in una somministrazione di cinque giorni, due volte al giorno, ma l’efficacia dipende dal momento in cui si iniziano a prendere. Se si interviene troppo tardi, il beneficio si riduce notevolmente. In Giappone, ad esempio, l’utilizzo è molto più diffuso: il sistema sanitario ha una lunga tradizione di attenzione all’influenza stagionale e interviene tempestivamente.
In Italia, invece, reperirli non è semplice: non tutte le farmacie ne sono provviste, e non tutti i medici ne valutano l’uso in modo sistematico. Per molti, l’unica opzione resta quindi la classica cura sintomatica: antipiretici, antinfiammatori e riposo. Ma non tutti i pazienti migliorano in tempi brevi, e per alcuni i sintomi tornano o peggiorano dopo una breve apparente ripresa.
Quando servono gli antibiotici e come riconoscere i segnali
Molti, ancora oggi, confondono virus e batteri, e iniziano a prendere antibiotici in autonomia alla comparsa della febbre. Una scelta sbagliata e potenzialmente pericolosa. L’influenza K, come tutte le forme influenzali, è di origine virale, quindi gli antibiotici non vanno presi nella fase iniziale della malattia. Anzi, l’utilizzo scorretto può aumentare la resistenza agli antibiotici e creare complicazioni.
Il medico curante va consultato solo se la sintomatologia peggiora dopo 3-4 giorni oppure se, dopo un primo miglioramento, la febbre ricompare e la tosse diventa produttiva, cioè accompagnata da catarro. In quel caso, è possibile che si tratti di una sovrainfezione batterica, che richiede un trattamento diverso e mirato. Non è raro, infatti, che l’apparato respiratorio, già debilitato dal virus, venga colonizzato da batteri.
Anche se la maggior parte dei pazienti guarisce con la cosiddetta automedicazione responsabile, è importante non abbassare la guardia. Chi presenta patologie croniche, anziani e bambini piccoli devono essere monitorati con maggiore attenzione. I farmaci sintomatici, come antipiretici e antitosse, possono alleviare il malessere ma non accelerano la guarigione. E il rischio è quello di mascherare segnali importanti che indicano un peggioramento.
Il consiglio resta uno solo: non correre dal medico appena si ha la febbre, ma nemmeno aspettare troppo in caso di sintomi anomali o persistenti. Il virus, quest’anno, si mostra meno prevedibile del solito.








