Salute

Pensi di mangiare sano e genuino, invece ingerisci pesticidi senza saperlo: è allarme in Italia

cibo e pesticidi
Il problema dei pesticidi nel cibo - classmeteo.it

Anche nel cibo che sembra più salutare possono esserci pesticidi: in Italia scatta l’allarme, ecco per quale motivo.

In Italia sembra esserci un quadro allarmante che si pone nel più ampio dibattito europeo sulla sicurezza alimentare e la sostenibilità agricola, con un appello trasversale a privilegiare pratiche più rispettose della salute e dell’ambiente, e a rivedere profondamente le politiche di approvazione e controllo dei pesticidi nell’UE. La sfida è aperta e cruciale per il futuro dell’alimentazione europea.

Pesticidi PFAS e neurotossici in primo piano:i dati allarmanti

Un recente studio pubblicato dall’ONG Pesticide Action Network Europe (PAN Europe), insieme a tredici partner europei, ha acceso un faro inquietante sulla contaminazione delle mele europee da parte di un complesso cocktail di pesticidi. L’indagine, condotta su 59 campioni di mele convenzionali provenienti da 12 Paesi dell’UE e dalla Svizzera, rivela che l’85% delle mele analizzate contiene residui di pesticidi multipli, con una presenza significativa di sostanze pericolose per la salute umana e l’ambiente.

I dati raccolti mostrano che il 64% dei campioni contiene pesticidi appartenenti alla famiglia dei PFAS (sostanze perfluoroalchiliche), mentre il 36% è contaminato da pesticidi con proprietà neurotossiche. Per quanto riguarda l’Italia, i cinque campioni prelevati nel Sud Tirolo confermano la presenza di residui chimici in quasi tutte le mele analizzate, con solo il 7% di campioni privi di residui.

pericolo di pesticidi nel cibo

Allarme pesticidi nel cibo in Italia – classmeteo.it

Gergely Simon, attivista di PAN Europe, ha commentato con preoccupazione: «Uno degli aspetti più sorprendenti dello studio è l’assenza di una valutazione da parte dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) sugli effetti combinati dei pesticidi. Nonostante un obbligo legale risalente a vent’anni fa, l’Unione europea ancora non ha sviluppato una metodologia efficace per regolamentare i rischi derivanti dall’esposizione ai cosiddetti cocktail di pesticidi».

L’analisi sottolinea come se queste mele fossero state destinate a prodotti per l’infanzia, la presenza di tali residui sarebbe stata vietata. Inoltre, il 71% dei campioni contiene almeno un pesticida classificato come “Candidato alla Sostituzione” dalla normativa UE, ovvero tra i pesticidi più tossici e pericolosi.

Tra le sostanze più diffuse emerge il Fludioxonil, un pesticida PFAS presente in quasi il 40% delle mele analizzate. Nel 2024 è stato ufficialmente riconosciuto nell’Unione europea come interferente endocrino e tossico per fegato e reni umani, oltre che dannoso per la fauna acquatica, quali pesci e anfibi. Nonostante ciò, il divieto di utilizzo non è ancora stato attuato, alimentando le preoccupazioni di attivisti e scienziati.

L’appello di PAN Europe e le implicazioni per la salute pubblica

PAN Europe si è espressa con fermezza contro la proposta di deregolamentazione dei pesticidi avanzata dall’UE a dicembre 2025, che prevede l’eliminazione dell’obbligo di rivalutare la tossicità dei pesticidi ogni 10-15 anni e consente approvazioni illimitate nel tempo. Questa misura, secondo gli esperti, potrebbe aggravare ulteriormente la situazione, esponendo i consumatori a rischi sanitari ancora più elevati.

Le evidenze scientifiche raccolte indicano una correlazione tra l’esposizione cronica a pesticidi tramite l’alimentazione e l’insorgenza di malattie gravi, quali infertilità e cancro. Gergely Simon ha ribadito come «la continua esposizione a miscele di sostanze tossiche, attraverso alimenti, aria e polvere, non venga adeguatamente considerata dai regolatori. È urgente che le istituzioni europee affrontino questa criticità per tutelare la salute dei cittadini».

Il dossier “Stop Pesticidi nel piatto 2025” di Legambiente conferma che quasi la metà degli alimenti analizzati a livello europeo presenta residui di sostanze chimiche, un dato che rafforza la necessità di un intervento normativo più rigoroso e di una maggiore trasparenza nel settore agroalimentare.

In questo contesto si inserisce la 13ª Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare, occasione in cui si discutono strategie per salvaguardare la qualità e la sicurezza del cibo, evitando perdite e sprechi che aggravano anche l’impatto ambientale.

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