Colpisce sempre più giovani e resta tra le principali cause di morte oncologica. Prevenzione, screening e attenzione ai sintomi
Una delle patologie oncologiche più diffuse in Italia e nel mondo, con un’incidenza in aumento soprattutto tra i giovani adulti. Le ultime stime indicano che in Italia, nel 2024, sono stati diagnosticati oltre 48.000 nuovi casi, posizionando questa neoplasia al secondo posto per frequenza dopo il cancro al seno tra le donne.
Sebbene spesso si sviluppi in modo silenzioso nelle fasi iniziali, conoscere e saper riconoscere i segnali precoci che il corpo invia può fare la differenza nella diagnosi e nel successo terapeutico.
I segnali precoci da non sottovalutare
Il carcinoma del colon-retto origina dalla trasformazione maligna delle cellule epiteliali della mucosa intestinale, con un decorso lento che parte spesso da piccoli polipi benigni. La pericolosità della malattia è legata principalmente al fatto che i sintomi possono comparire tardi o in modo poco evidente, spesso confondendosi con disturbi intestinali comuni. Ecco perché è fondamentale riconoscere i campanelli d’allarme:

La prevenzione del tumore al colon-retto – (classmeteo.it)
- Alterazioni dell’attività intestinale: la diarrea persistente, la stitichezza prolungata o l’alternanza tra questi due stati possono rappresentare un segnale d’allarme. Anche la presenza di feci sottili o dalla forma insolita, soprattutto se la situazione si protrae per settimane, non va trascurata.
- Sangue nelle feci o sanguinamento rettale: la presenza di sangue rosso vivo, visibile sulla carta igienica o nelle feci, oppure feci molto scure, quasi nere, può indicare la presenza di lesioni intestinali. Anche se a volte questo sintomo è associato a patologie benigne, necessita sempre di approfondimenti diagnostici.
- Dolore addominale ricorrente: crampi, gonfiore e sensazione di svuotamento incompleto possono essere indizi di un’ostruzione parziale del colon.
- Perdita di peso e affaticamento: un calo ponderale improvviso, non spiegato da diete o cambiamenti nello stile di vita, associato a stanchezza cronica, può segnalare la presenza di una neoplasia, correlata anche a un possibile sanguinamento occulto o a malassorbimento intestinale.
- Anemia da carenza di ferro: spesso il primo sintomo riconosciuto, si manifesta con pallore, affanno e spossatezza e indica una perdita di sangue interna, non sempre visibile.
Con il progredire del tumore, possono emergere ulteriori disturbi, tra cui:
- Sensazione continua di dover evacuare, anche a intestino vuoto.
- Gonfiore persistente, nausea e vomito, che possono indicare un’occlusione intestinale.
Questi sintomi devono essere valutati con urgenza, poiché la malattia può evolvere silenziosamente per anni. L’insorgenza del carcinoma del colon-retto è influenzata da una combinazione di fattori genetici, ambientali e di stile di vita. Tra i principali rischi:
- Età avanzata: la maggior parte dei casi si verifica tra i 60 e i 75 anni, ma negli ultimi anni si è registrato un aumento significativo anche nei soggetti più giovani, sotto i 50 anni.
- Dieta e abitudini alimentari: un consumo elevato di carni rosse e grassi animali, associato a un basso apporto di fibre, frutta e verdura, aumenta il rischio di sviluppare polipi e neoplasie. I grassi vegetali insaturi sembrano avere un effetto protettivo.
- Fumo e consumo di alcol: il fumo incrementa la probabilità di mortalità per CRC, specialmente nelle donne, mentre l’alcol rappresenta un ulteriore fattore di rischio.
- Predisposizione familiare: condizioni ereditarie come la poliposi adenomatosa familiare o il cancro colorettale ereditario non poliposico aumentano significativamente il rischio.
- Malattie infiammatorie croniche intestinali: la malattia di Crohn e la rettocolite ulcerosa sono associate a un rischio maggiore di tumore al colon-retto.
- Scarsa attività fisica e obesità: mantenere uno stile di vita attivo e un peso corporeo nella norma contribuisce a ridurre il rischio.








