Le microplastiche nell’aria che respiriamo rappresentano un problema ambientale e sanitario di portata globale.
Secondo un recente studio pubblicato su Nature, le fonti terrestri rilasciano nell’atmosfera circa 600 quadrilioni di particelle di microplastica, una quantità enorme e finora sottostimata. Queste particelle, invisibili a occhio nudo, si disperdono nell’aria e possono essere inalate, entrando così nei polmoni e potenzialmente causando danni alla salute umana.
Le microplastiche sono ormai ovunque: dai deserti più aridi come il Sahara, fino alle impervie regioni artiche ricoperte da ghiaccio marino. La loro presenza non si limita più agli oceani o ai terreni, ma si estende all’aria che respiriamo quotidianamente. La comprensione esatta della quantità di microplastiche presenti nell’atmosfera è stata finora complessa, ma grazie ai progressi scientifici e a nuove metodologie di campionamento è stato possibile quantificare meglio questa esposizione.
L’ultimo studio stima che siano rilasciate nell’aria terrestre circa 600 quadrilioni di particelle, un dato che sottolinea l’onnipresenza di queste sostanze inquinanti. Queste particelle, di dimensioni inferiori ai 5 millimetri, possono essere trasportate per grandi distanze e raggiungere anche zone remote e apparentemente incontaminate.
Microplastiche inalate: vie di ingresso e impatti sulla salute
L’inalazione è una delle vie principali attraverso cui le microplastiche possono entrare nel nostro organismo. Quando respiriamo, particelle di microplastica sospese nell’aria possono depositarsi nei polmoni, in particolare negli alveoli polmonari, dove avvengono gli scambi gassosi vitali. Gli effetti a lungo termine di questo accumulo non sono ancora del tutto chiari, ma preoccupano gli esperti per le potenziali conseguenze infiammatorie e tossiche.
Le microplastiche inalate possono scatenare reazioni immunitarie locali, portare a infiammazioni croniche e, in alcuni casi, aumentare il rischio di patologie respiratorie come bronchiti, asma e altre malattie polmonari. Inoltre, alcune particelle possono contenere o veicolare sostanze chimiche tossiche, aumentando ulteriormente il rischio per la salute umana.

Prospettive future e sfide da affrontare (www.classmeteo.it)
La lotta contro l’inquinamento da microplastiche è una sfida globale che richiede interventi coordinati a livello internazionale. I dati allarmanti sulla quantità di microplastiche presenti nell’aria sottolineano la necessità di adottare misure volte a ridurre l’uso e lo smaltimento errato delle materie plastiche. Solo così sarà possibile limitare la diffusione di queste particelle nell’ambiente.
Inoltre, la ricerca deve continuare a investigare gli effetti delle microplastiche sulla salute umana, per definire con precisione i rischi e sviluppare linee guida sanitarie adeguate. La collaborazione tra scienziati, istituzioni e media è cruciale per mantenere alta l’attenzione su questo problema e favorire scelte consapevoli tra i cittadini.
Infine, la crescente consapevolezza sull’importanza di tutelare gli ecosistemi – come evidenziato anche dalle iniziative di protezione degli oceani e della biodiversità – deve estendersi anche alla qualità dell’aria, per garantire un ambiente sano alle generazioni future.
Respirare aria contaminata da microplastiche è una realtà silenziosa ma concreta che riguarda tutti noi: solo attraverso informazione, ricerca e azioni concrete potremo arginare questo pericolo invisibile.








